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Il
Castello della Rocca (m. 551 s.l.m.) è collocato
su una rupe rocciosa, lungo le pendici del Monte Mula (m.
1981 s.l.m.), che domina la gola del torrente Rosa, affluente
dell'Esaro, ed il Centro Storico di San Sosti. Nel corso
della campagna sono stati effettuati dettagliati rilievi
digitali della struttura ed aperti cinque saggi di scavo
con lo scopo di indagare le varie fasi della complessa fortificazione.
La rocca nasce probabilmente già nell'XI secolo d.C.,
come provano i rinvenimenti monetali di età bizantina
(Michele II), e cessa la sua funzione nella seconda metà
del XIII secolo.
Particolarmente ricca è la documentazione
numismatica di età sveva (Federico II) ed angioina
(Carlo I e Carlo II d'Angiò). La frequentazione del
sito in età romana è attestata da ceramiche
sigillate del I-II secolo d.C., mentre quella di età
greca è testimoniata, in più punti, all'interno
ed all'esterno del castello, da microceramiche votive di
VI-V secolo a.C., in particolare hydriskai con fondo piatto
o con piede a tacco. Dove il saggio ha potuto raggiungere
il banco roccioso, è stata messa in luce parte di
una capanna absidata con buchi di palo perimetrali. Le ceramiche
d'impasto qui rinvenute sono databili alla prima età
del ferro e alla media età del bronzo.
Le indagini
effettuate nel Castello della Rocca, insieme a quelle sviluppate
nella Chiesa del Carmine di San Sosti, aprono nuove prospettive
alla lettura dell'archeologia dell'area e all'individuazione
del luogo di rinvenimento della nota ascia votiva in bronzo,
scoperta in territorio di San Sosti nel 1846, ora conservata
al British Museum. E' in programma la prosecuzione delle
indagini.
Domenico
Marino |