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ARTICOLO: SOS Beni Culturali del Parco
Nazionale del Pollino versante calabrese - di Pierino CALONICO
“...Oggi la
storia non è ormai che un filo sottile di memoria sopra l’oceano del
dimenticato; ma il tempo procede e verrà il tempo delle date alte che la memoria
non estensibile degli individui non sarà in grado di comprendere; interi secoli
e interi millenni cominceranno allora a cadere dalla loro memoria, secoli di
quadri e di musica, secoli di scoperte, di battaglie, di libri. Ciò sarà un male
perché l’uomo perderà la coscienza di sé mentre la sua storia, incomprensibile e
incontenibile, si rattrappirà in abbreviazioni schematiche prive di senso ..”
(M. Kundera).
Nel momento in cui sono le proprie radici, la propria
terra, la propria storia ad essere investite dall’oblio, la dolorosa sensazione
“Pensare che tutto passa e quasi orma non lascia”, universalizzata da
Giacomo Leopardi, diventa ancora più pesante.
In particolare nel
meridione d’Italia, dalle nostre parti, viviamo nella ricerca, spesso affannosa,
di qualità e positività altrove, tanto che si finisce col guardare in modo
superficiale e distratto al territorio in cui si vive e perdere così il legame
con le nostre radici più profonde.
Da
questo ultimo grave prodromo e da una nuova filosofia della consapevolezza
nasce, prende corpo e si nutre il seguente, ennesimo, SOS Beni Culturali in
Calabria:
Il territorio del versante Calabrese del Parco Nazionale del Pollino presenta
una frequentazione importante di popolazioni sin dalla preistoria, ma è anche
cosparso di testimonianze protostoriche, ellenistiche, romane e da consistenti
manufatti di età medioevale.
In questo nostro territorio esiste ancora un patrimonio archeologico di
straordinaria importanza, ma è urgente denunciare la gravità della situazione in
cui versano i Beni Archeologici ricadenti nel Parco Nazionale del Pollino
versante calabrese, occorre, dunque, lanciare l'ennesimo. chiaro e forte, SOS ad ogni livello Istituzionale:
a) In primis và rimarcata la mancanza di una catalogazione scientifica seria e
completa (alla data odierna- alle soglie del terzo millennio!) del rilevante
Patrimonio dei Beni Culturali presente nel territorio del Parco Nazionale del
Pollino versante calabrese.
b) In secondo luogo ed in particolare, và denunciata l’emergenza dello stato di
assoluto abbandono in cui versano i Beni Archeologici del Parco Nazionale del
Pollino versante calabrese.
Infatti nel territorio in esame importanti ruderi di antichissimi insediamenti,
ma anche siti archeologici di rilievo internazionale sono lasciati senza nessuna
forma, anche minima, di tutela, a distruggersi e per l’azione inesorabile del
tempo, ma, soprattutto, all’esclusiva ed indisturbata azione di vandali e
saccheggiatori.
In proposito, con grande amarezza, registriamo tutto un inventario, escluse
pochissime e felici eccezioni, di leggerezze politiche-Istituzionali, di
generale indifferenza, di mancanza di cultura che, insieme, sono la causa prima
della distruzione, continua ed inesorabile, di un grandioso patrimonio che
diversamente, o altrove, avrebbe potuto generare un notevolissimo vantaggio per
le nostre comunità specialmente dal punto di vista economico.
Cosi si spiega,
nel momento in cui sono le proprie radici, la propria terra, la propria storia
ad essere investite dall’oblio, perché i Beni Culturali in Italia sono
considerati ed avvertiti solo come costi di Bilancio dalle Istituzioni di
Governo, (sia locale che Nazionale) ed ancora come lo svantaggio economico e
sociale delle nostre popolazioni, nel panorama geo-politico Italiano ed Europeo,
diventa ancora più pesante.
Pertanto, in una società contemporanea che soffre per la crisi profonda dei
valori fondanti la civiltà di un popolo, vale la pena ricordare, a tutti i
livelli Istituzionali di responsabilità, che: “Non conoscere il proprio passato,
non avere coscienza delle proprie origini significa privarsi di un aspetto
essenziale del proprio essere!”.
Da questo diffuso sito internet specialistico
riteniamo opportuno lanciare l’ennesimo, forte, grido d’allarme alle Istituzioni
dello Stato deputate alla tutela e conservazione del Patrimonio Archeologico
(dal Ministero per i Beni Culturali agli Assessorati Regionale e Provinciale per
i Beni Culturali, all’Ente Parco Nazionale del Pollino a tutti i Sindaci): “Con
urgenza, insieme, provvedete, magari attraverso i fondi POR 2007-2013, a
realizzare un intervento globale in materia, capace, almeno, di garantire la
prima emergenza, cioè la messa in sicurezza dei tantissimi siti archeologici
ancora presenti nel territorio del versante calabrese del Parco Nazionale del
Pollino!
San Sosti, lì 06-12-2007

Ispettore Onorario per i Beni
Archeologici della Calabria - Pierino Calonico
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